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Danza Sacra

COS’E’ LA DANZA SACRA – MEDITATIVA...

DANZA:

la musica, il movimento,il ritmo, le gestualità: elementi nei quali il corpo, grazie alla ripetitività, può foto permettere alla nostra mente di abbandonare il controllo su di esso e di metterci in collegamento fra ritmi di danza e ritmi biologici come battito del polso, respiro, onde cerebrali, ormonali e ciclo del sonno.

SACRA - MEDITATIVA:

mentre ci muoviamo in cerchio e attorno al centro, creiamo l'energia vitale che permette di contattare le nostre emozioni, i vissuti, le esperienze che ci appartengono. Grazie al contatto costante con il respiro,alle meditazioni, al sincronismo con il resto del gruppo e alla responsabilità consapevole di vivere nel presente, la danza meditativa diventa forma espressiva di ascolto di noi stessi in relazione alla vita intima, sociale e spirituale nel qui ed ora. Movendosi nel cerchio, e andando verso la Sorgente centrale, ognuno diventa sia parte del Creato, sia individuo che prega attraverso il corpo e contatta la parte più spirituale di sè: è così che la danza sacra – meditativa, lentamente, permette di rivolgersi all’interno di una comunità, con danze di lode, di ringraziamento e di amore a Dio. Allora, non sono solo le nostre parole a pregare, ma è tutto il nostro corpo che danzando si fa autentica preghiera!

LA DANZA NELLA TRADIZIONE EBRAICA E CRISTIANA:

foto La danza è l’espressione più piena della preghiera e della gestualità. Non viviamo più in epoche in cui la danza era parte integrante della vita quotidiana e in cui il sentimento del sacro era mescolato alle attività comuni. La danza oggi, è un raro momento di concentrazione, interiore e sacra, una preghiera completa e corporea, una meditazione semplice che coinvolge tutto il nostro essere.

Ci sono ben sette verbi nella lingua ebraica che indicano la danza. E questo sottolinea la diversità dei modi e dei tempi di questa attività. Alcuni dei tanti esempi lasciateci dalla Bibbia: “Dopo il passaggio del Mar Rosso la sorella di Mosè, Miriam, guidò la danza delle donne frai canti e il suono dei timpani”. (Es 15,20); “Hai mutato il tuo lamento in danza, la mia veste di sacco in abito di gioia” (Sal 30,21); “I vincitori venivano accolti al loro ritorno con timpani e danze” (Gdc 11,34); “Di nuovo ti ornerai dei tuoi tamburi e uscirai fra la danza dei festanti” (Ger 31,4).

Si danza in gruppo come nelle danze antiche rituali e così si sperimenta la gioia, la vitalità e anche momenti mistici nel tentativo di avvicinarsi al misterioso, all’incomprensibile. Mostra la nobiltà, l’eleganza e la dignità che caratterizza l’umanità i quanto tale; la danza con la sua azione motoria può rappresentare questo. Muovendoci nel nostro modo di porsi e di essere, ci manifestiamo e diciamo chi siamo.

La danza, in un mondo in cui sembra mancare spazio per l’alterità, l’amicizia , l’amore, è accoglienza gioiosa. Per la presenza, oggi, di più culture, la danza dei vari popoli e delle varie religioni può diventare un reciproco momento d’integrazione che favorisce la comunicazione e la comprensione. La danza è nata e cresciuta nelle civiltà comunitarie, ma si è intristita nelle civiltà moderne e individualistiche; forse la sua riscoperta è in grado di contribuire a creare una nuova sintesi in cui la comunità coesiste con la ricchezza dell’individuo e della sua creatività, proprio come in una danza in cerchio in cui non c’è niente di statico e già predisposto, per passare così da una civiltà dello scontro a una civiltà della coralità, per un nuovo modo di vita. Solo l’arte e la bellezza trasformano una società. Dove non c’è l’arte e la bellezza non c’è armonia, non c’è anima. Danzare insieme è la lotta più efficace per superare conflitti e riconciliarsi. La danza come l’arte, non può essere un mezzo per la fama e la gloria personale, ma di umiltà, devozione, gratitudine.

La danza è unione che si esplica dinamicamente da persona a persona, come comunione e dialogo da persona all’universo, come espressione e celebrazione di un rapporto attivo con la natura, da persona a Dio, è prendere parte al movimento cosmico e al suo dominio. La danza si esplica così, come forma di preghiera.

"...una danza dello spirito,
afferrato dall'improvvisa percezione
di essere stati raggiunti da uno sguardo speciale.
La concentrazione di questo sguardo infinito,
sul piccolo punto dell'universo
che proprio noi occupiamo,
sprigiona un'energia che muove il canto.
E' la danza dell'anima per il suo Signore."
(P. Sequeri)