LEGGERE DI DANZA E…
NELLA DANZA SEI TU
La spiritualità e la cura nelle danze
meditative
di Joyce Dijkstra
Editore: Il segno dei Gabrielli Editori.
Al centro della danza meditativa vi è il rapporto con il
movimento e l’esperienza del proprio corpo, a cui si aggiunge una comunicazione
speciale con gli altri danzatori. E’ un’esperienza che dà la possibilità di
pregare senza parole e, al contempo, di trovare il proprio “centro”. (…)
Una poesia di Wosien: “ Tu che
muovi il mondo, muovi anche me. Portami fuori dalla profondità e innalzami a
Te. Io danzo questa canzone del silenzio e muovo il mio piede alla musica del
cosmo. Rivolgo la mia danza ai cieli e mi sento benedetto dal Tuo sorriso”
(pag. 22)
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A RITMO DI
CUORE
La danza terapeutica
di Elena Cerruto
Editore: Xenia
Quando danziamo è la musica che si fa corpo.
Quando cantiamo è la voce che disegna nello
spazio.
Quando creiamo dei percorsi sul suolo è il
ritmo dei piedi che dà potere al nostro movimento. Il nostro corpo può creare
musica.(…)
Battere, levare: tutto il corpo è uno spartito. Dove pause e accelerandi
si susseguono…nel silenzio!
(pag. 106-107)
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Editore: Astrolabio Edizioni
Ciò che realizza una donna può non avere
senso per un’altra: a seconda della dea che agisce in
lei, in un essere femminile sono presenti più dee e più la personalità è
complessa, maggiore è la possibilità che le dee attive siano più di una; ciò che soddisfa una parte di lei può
apparire insignificante a un’altra parte.(…)
Nel momento in cui dee diverse si contendono la supremazia, come accade in
periodi di cambiamenti ormonali (mestruo, gravidanza), i “cambiamenti” di dea
possono provocare conflitto e confusione. (…)
Studiando le caratteristiche delle singole
dee, la donna può rendersi conto che un archetipo che le sarebbe utile, in lei
non è ancora sviluppato: è possibile allora “invocare” quella dea, facendo uno
sforzo cosciente per avvertirne la presenza, contattandola attraverso
l’immaginazione, e quindi chiederne la forza di cui è portatrice.
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DANZA TERAPIA
L’armonia del corpo attraverso il
movimento
Di Morange Joana
Editore: Il Punto d'Incontro
Spesso alcuni movimenti ci vengono donati,
hanno un senso, nascono dal silenzio, creati dai mondi invisibili. Sono atti
sacri, inseriti nel corpo, rituali, musiche. In questa condizione, ciascuno è
consapevole. Il movimento esteriore deve essere provocato dal movimento interiore. (…)
Quando lo spirito è in grado di muovere la materia, l’uomo trova il
senso della sua vita. Allora diventiamo “abitanti” del nostro corpo e veniamo veramente
sulla terra. (…)
Il danzatore è atto donato. Egli possiede la saggezza; ha mescolato lo
stato fisico a quello sottile. L’essere umano, divenuto adulto, utilizza
l’Energia ed entra in azione. In verità la danza, arriva nel momento in cui il
Sole danza attraverso noi il cielo e la terra.
(pag. 18-19)
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UN ALTRO GIRO
DI GIOSTRA
Viaggio nel
male e nel bene del nostro tempo
Editore:
Longanesi
CHI AMA l'India lo sa: non si
sa esattamente perché la si ama. È sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra
e bugiarda, spesso ma-leodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure,
una volta incontrata non se ne può fare a meno. Si
soffre a starne lontani. Ma
così è l'amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.
Innamorati, non si sente ragione; non si ha paura
di nulla; si è disposti a tutto. Innamorati, ci si sente inebriati di libertà;
si ha l'impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che l'intero
mondo ci abbracci. L'India, a meno di odiarla al primo impatto, induce presto
questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato. In India non ci si
sente mai soli, mai completamente separati dal resto. E qui sta il suo fascino.
(pag. 154)
Sì, l'ashram era, per
tanti versi, uno strano posto. Strano certo per me che, abituato da una vita a
stare in mezzo alla gente e a scorrazzare per il mondo per raccontarne le
storie e i mille problemi, improvvisamente mi ritrovavo lì, isolato da tutto,
senza radio, senza televisione, senza giornali, con un unico problema su cui
riflettere, ora dopo ora, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana: «Io,
chi sono?»
I sassi non se lo chiedono. Non se lo chiedono le
piante. E neppure gli animali, che per tanti versi sono gli esseri più vicini a
noi nel creato, sembrano domandarsi: «Io, chi sono?» Una mucca non cerca di
avere un'opinione di sé, un corvo non si arrovella a capire che cosa lo
distingue da una rana. Ma l'uomo? L'uomo - disse il Swami per presentare il Vedanta -, l'uomo si è sempre interrogato sulla natura del
suo essere. E da sempre è angosciato dall'incertezza della risposta.
La domanda nasce dall'esperienza. L'uomo si
guarda attorno, vede il mondo e fa alcune considerazioni. La prima è che tutto
ciò che vede è fuori da lui. Il mondo gli appare come distinto da sé, come
qualcosa da cui si sente separato.
(pag. 349)
«Vedanta, buddhismo,
induismo, jainismo: l'uno non esclude l'altro», rispose. «Questa è l'India; una
civiltà fatta di varie religioni, tutte però fondate
su alcune idee di fondo che nessuno, da Buddha in poi, ha mai messo in
discussione. »
Si fermò;
e, guardandomi come per esser sicuro che capivo e che
magari le condividevo, si mise a elencare quelle idee:
« Questo
non è il solo mondo », disse, indicando con un ampio gesto del braccio l'intero
orizzonte.
« Questo
non è il solo tempo », e puntò il dito contro il mio orologio.
« Questa
non è la sola vita », e indicò se stesso, Angela, me, il cane e tutto quel che
c'era attorno.
Si fermò come per farci riflettere.
« E questa non è la sola coscienza. » Toccandosi il petto concluse: « Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è
dentro non è da nessuna parte ».
Poi, come
volesse alleggerire l'atmosfera, scoppiò in una bella risata e, rivolto a me,
aggiunse: « Per questo viaggiare non serve. Se uno non ha niente dentro, non
troverà mai niente fuori. È inutile andare a cercare nel mondo quel che non si
riesce a trovare dentro di sé».
Mi sentii colpito. Aveva ragione.
(pag. 516)
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L’ARTE DELLA DANZA
Editore: L’Epos
Probabilmente ci
sono persone che hanno dimenticato il linguaggio dell’anima, ma i bambini lo
comprendono. E’ quindi sufficiente dire loro:”
Ascoltate la musica con la vostra anima. Ora, mentre state ascoltando, non
sentite risvegliarsi dentro di voi , nel profondo, il
vostro essere interiore, la cui forza tiene alta la testa e sostiene le
braccia, mentre lentamente camminate verso l la luce?” Questo risveglio è il
primo passo di danza, come io lo intendo.
Quando iniziai a
danzare con i movimenti e i gesti che la mia anima rapita sapeva
comunicare al mio corpo, altri cominciarono ad imitarmi, non
comprendendo che bisogna tornare alle origini del percorso, trovare
innanzitutto qualcosa in se stessi.
(pag. 66)
Come il musicista usa il violino per comunicare i suoi
pensieri più sublimi, e il cantante la voce, io vorrei usare quello che è lo
strumento più grande di tutti, il corpo umano, e il suo linguaggio sarà il
movimento.
(pag, 129)
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COME SONO BELLI I TUOI PASSI
La danza nella tradizione ebraica
Di Elena Bartolini
Editore: Ancora
La danza può essere considerata come una delle
espressioni più originali nella storia del popolo ebraico, in quanto non nasce
da un’esigenza prevalentemente artistica, ma come modalità di preghiera e di
lode nei confronti di ciò che Dio è capace di operare a favore degli uomini.
(pag. 15)
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DELLE ANTICHE DANZE FEMMINILI
del loro significato magico e rituale e
delle loro sopravvivenze nei tempi attuali
Di Irina Naceo
Editore: Terra
di Mezzo
Una
condizione indispensabile per poter veramente danzare in modo rituale è quella
di avere la capacità di aprirsi verso l’alto e di vivere dei fenomeni di conoscenza trascendente. Ma perché questo sia possibile,
la vita di una persona deve essere tutta indirizzata in questo senso, e la
ricerca della trascendenza non deve e non può essere intesa come uno svago, una
nuova esperienza, ovvero come qualcosa da raccontare
in giro e di cui magari vantarsi con le amiche.
(pag.
129)
Il
danzare insieme con le mani o le braccia intrecciate, compiendo gli stessi
passi e cercando di richiamare dentro di se stesse le medesime energie, poteva
far nascere nelle partecipanti alla danza un senso di comunione e di unione che
permetteva loro di sentirsi parte di qualcosa di infinita,mente
più grande.
(pag.
61)
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DANZARE
Di Roger Garaudy
Editore:
Cittadella
(L’immagine non
corrisponde alla copertina del libro)
La danza è una delle rare attività umane in
cui l’uomo si trova totalmente impegnato; corpo, cuore e spirito. La danza è
anche meditazione, un modo di conoscenza introversa ed
estroversa insieme.
(pag. 7)
Questo corpo rivitalizzato, animato,
espressivo, non è un oggetto, ma un fulcro di energia. La prima volta della
danza a piedi nudi introduceva una novità di cui la danza moderna mostrerà
tutta la fecondità: i piedi invece di essere come nel balletto classico il
punto in cui si sfugge al suolo, alla pesantezza, alla realtà diventano al
contrario il punto di contatto essenziale con la terra carica di vita.
(pag, 67)
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PUOI VOLARE, FARFALLAEditore: Red!
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GITANJALI
Canti di offerta
di Tagore
Rabindranath
Editore: Acquarelli
"Questi
versi non giaceranno in libretti bene stampati, sui tavolini delle signore che
con mano pigra ne voltino le pagine sospirando sopra una vita senza
significato... oppure per essere letti da studenti all'Università e poi messi
da parte, quando comincia il lavoro della vita... i viandanti li canteranno per
le strade e i barcaroli sui fiumi. Gli amanti mentre
si aspettano..."
Mi hai fatto
senza fine questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi di vita sempre nuova.
Questo piccolo flauto di canna hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato melodie eternamente nuove.
Quando mi sfiorano le tue mani immortali questo
piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare, e ancora c'è spazio da riempire
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PUOI DANZARE
Di Gazzola M.
Elisabetta
Editore: Centro di benessere Psicofisico