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Contatti - Storia e Curriculum di Mauro

Mauro Mauro Fantinel, operatore in Teatroterapia e Clownterapia, Regista, Attore, Formatore, si è diplomato alla Scuola Italiana di Teatroterapia nel 2003, esperienza decennale come formatore in una scuola di Counseling, ha frequentato numerosi corsi e stages di Teatro, Clown, Lettura, con conduttori conosciuti a livello nazionale e internazionale. E’ stata proprio la conoscenza dell’Arte Scenica e della Teatroterapia, che ha permesso a Mauro, di sviluppare le sue qualità artistiche.

Dedicandosi inizialmente a campi artistici quali la pittura e la musica, ha trovato poi nel Teatro e nella coduzione laboratoriale, un’alternativa agli schemi e alle regole che la normale vita quotidiana richiede.

L’esperienza laboratoriale nel cmapo teatrale ha permesso, oltre che a comprendere la tecnica del Teatro attraverso il corpo, il ritmo e l’azione, anche a capire in maniera approfondita, che la messa in gioco, grazie alla relazione personale e la scoperta della mascehera, presente in ognuno di noi, può avvenire nel momento in cui c’è la disponibilità di ripercorrere e mettere in discussione il proprio vissuto.

Prima di passare alla conduzione di laboratori e alle regie teatrali ha iniziato la sua attività recitando a livello amatoriale. La possibilità di condividere le emozioni che emergevano e il sentirsi liberi di esprimerle senza costrizioni, lo ha portato a amare il teatro e ad approfonfire vari rami artistici permettondo di diventare poi insegnante e conduttore di gruppi di Teatro, Teatroterapia, Lettura Espressiva e Clownterapia.

Possiamo definire la sua esperienza, uno studio “dietro le quinte", con la finalità di  comprendere come esprimere la propria creatività e le proprie emozioni sul palcoscenico, dopo aver vissuto in maniera consapevole quello che l'esperienza di un sano laboratorio teatrale può offrire.

Spesso si è trovato a condividere idee e opinioni con attori, animatori, registi, psicologi e psicoterapeuti su:

  • come si può lavorare nei laboratori teatrali dove, molto spesso oltre alle varie tecniche, si interviene anche sulla psiche della persona, attraverso esercizi che vanno a toccare intimità appartenenti al vissuto;
  • come l’attore/persona reagisca a queste esperienze;
  • come una compagnia teatrale o un gruppo di persone che, per la prima volta, si accinge al teatro attraverso un laboratorio, lavori inconsapevolmente sui limiti individuali;
  • come una persona, dopo un’esperienza, si senta trasformata, notando che dentro di sé c’è stata una trasformazione o una rinascita;
  • come l'attore lavori su se stesso, per darsi fiducia, per avere la libertà di esprimersi, per conoscere le maschere da far indossare al proprio personaggio, che vengono usate quotidianamente senza avere la consapevolezza di indossarle;
  • come l'attore lavori con il gruppo per mezzo del corpo, del contatto, della relazione, del conflitto, dove il partner funge da specchio ed è il proiettore di un'esperienza vissuta;  
  • come il rapporto venga sperimentato per mezzo della percezione grazie ai sensi e agli impulsi.

Una domanda che spesso si è posto è quella sul perché a teatro si tende a trascurare i cambiamenti, i rinnovamenti, le scoperte, le trasforamzioni che avvengono in ogni attore/persona privilegiando la tecnica e lo spettacolo. Ciò consentirebbe a rafforzare il gruppo ed a consolidare le identità.

Il teatro è il mezzo che permette ad ognuno di rispecchiarsi per ritrovare il proprio modo di vivere e consentire i cambiamenti.

A teatro non a caso ci si ri-trova

Socio Fondatore della Federazione Italiana di Teatroterapia.