1 marzo 1916
Mia amata Mary, mi sento
come un seme nel cuore dell'inverno, consapevole dell'approssimarsi della primavera.
Il germoglio spezzerà il baccello,
e la vita ancora addormentata in me dovrà emergere in superficie,
quando sarà chiamata. Il silenzio è doloroso.
Ma è nel silenzio che le cose prendono forma, e ci sono momenti nelle nostre vite in cui l'unica cosa che dobbiamo fare è attendere.
In ciascuno di noi, nel più profondo del nostro essere, c'è una forza che vede e sente quello che non possiamo ancora percepire.
Tutto ciò che siamo oggi è nato dal silenzio di ieri.
Noi abbiamo molte più capacità di quante immaginiamo.
Ci sono momenti in cui l'unica maniera di imparare è non prendere nessuna iniziativa, non fare niente. Perchè, anche negli attimi di totale inazione, questa nostra parte segreta sta lavorando e apprendendo.
Quando la conoscenza occulta nell'anima si manifesta, siamo sorpresi di noi stessi, e i nostri pensieri invernali si trasformano in fiori che intonano canti e insegnano passi danzanti mai sognati prima.
La vita ci darà sempre più di quanto riteniamo di meritare. -(K. Gibran)
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