Teatro della Spontaneità

Grotowski
“Se continuiamo a mantenere la nostra maschera menzognera finiamo con l’assistere ad un conflitto fra la nostra maschera e noi stessi senza sapere cosa nasconde. Se ricerchiamo il significato allora possiamo indossarla e toglierla quando vogliamo. L’attore con la sua esperienza riesce a svelare i diversi strati della sua personalità e grazie all’istinto può raggiungere quel vertice dove tutto si fonde in un’unità fino a giungere ai confini con la trasgressione e con l’amore.” (Grotowski).”

Per G(h)ita, il teatro è un luogo dove ci si racconta e ci si ascolta. Un laboratorio teatrale è un viaggio alla scoperta di se stessi per mezzo del corpo, che nella sua globalità, comunica superando il distacco esistente tra mente e anima. Il laboratorio teatrale è un luogo dove mescolare diversi saperi, è un occasione di scambio e riflessione, un luogo privilegiato dove accogliere, valorizzare, e tradurre la propria e l’altrui memoria.
Al termine di un laboratorio, grazie anche ad un testo che fa da canovaccio, l’attore a teatro recita se stesso nel personaggio che interpreta. I limiti sono fattori positivi e permettono di essere una fonte di rappresentazione come caratteristica individuale che aiuta ad esternare in modo libero le proprie emozioni. Il limite diventa qualità, se ci si permette di rappresentarlo.
L’attore è il soggetto principale del palcoscenico che dona ritmo alle azioni; - il testo, la scenografia, le musiche fanno da contorno e, a volte, grazie all'improvvisazione, passano in secondo piano.
Attraverso il teatro l’attore impara a raccontare la sua quotidianità con “armonia”, “eleganza” e “stile”.

teatro
Il corpo e la psicologia dell'attore si influenzano a vicenda determinando una condizione che continua ad interagire. E' raro infatti, incontrare un perfetto equilibrio tra i due settori: corpo e mente. Per l'attore il corpo è uno strumento, come il pennello per l'artista, e per ottenere una condizione equilibrata con la propria psiche è necessario educare il corpo ad esprimersi (teatroterapia). Ognuno subisce delle resistenze dettate dal proprio corpo, resistenze che devono essere vinte attraverso l'esercizio.

L'artista non dovrebbe copiare l'apparenza esteriore della vita, la superficialità, ma interpretarne gli aspetti interiori, portando alla luce ciò che sta dietro, il sottotesto, permettendo allo spettatore una visione che va al di là della superficie e dei significati dell'esistenza. Il corpo e la voce sono gli unici strumenti fisici che appartengono all'arte dell'attore e come tali devono essere protetti da "L-imitazioni" deleterie, stimolandoli attraverso impulsi artistici diversi da quelli che lo costringono a vivere e pensare in modo puramente materialistico.

Irradiamento. Irradiare in scena significa trasmettere energia. Il suo opposto è ricevere. La vera recitazione è un costante alternarsi dei due momenti. In scena l'attore non può permettersi o permettere al suo personaggio di restare passivo. Così facendo indebolisce l'attenzione del pubblico e crea una sensazione di vuoto psicologico. Quando si è in scena avviene qualche cosa di più che il puro guardare o sentire, l'atto di ricevere a teatro, consiste nell'attirare a sé, con la massima energia possibile, le cose, le persone, e gli eventi dello spettacolo. Non esistono tempi definiti per impiegare energia, questa deve essere costantemente elargita, per questo, un corpo deve essere allenato e preparato ad entrare in palcoscenico e poter recitare. In ogni opera d'arte si trovano sempre quattro qualità che l'artista ha messo nella sua creazione: naturalezza, forma, bellezza e completezza. Anche nell'attore si devono trovare queste qualità attraverso il corpo e la voce. (Tratto da Michail Cecov - All'attore).

Riportiamo i pensieri di alcuni allievi/attori. Dopo i laboratori e la messa in scena, alla domanda su che cos’è per loro il teatro hanno risposto:

  • …un grandissimo insieme; un modo che permette di trasmettere un messaggio dove gli attori scindono le loro esperienze comuni per avvicinarsi ad esperienze diverse e poterle comunicare come fossero proprie (Claudio);
  • …una forma d'arte che ci permette di esprimerci quando sentiamo l'urgenza di comunicare e di metterci in gioco. Il corpo veicola emozioni, sentimenti, idee che l'attore scopre grazie al lavoro su se stesso, un lavoro che lo porta a "vedersi" in profondità. Il teatro quindi ci rende completamente trasparenti e molto più veri di quanto non lo siamo nella realtà (Cristina).
  • ...una parentesi di illusione in cui si ritrova la propria realtà (Federica);
  • …una splendida occasione per tirare fuori tutta me stessa, per esplorare territori poco conosciuti del mio io, per mettermi in gioco e per sentirmi viva, il contatto col pubblico poi è qualcosa di esaltante, che mi riempie di gratitudine nei confronti di tutti gli addetti ai lavori (Micaela);
  • … è una cosa che non so spiegare…. Ha cambiato la mia vita…. E' proprio vero, anche se adesso mi ci sono un "abituata". Per molte cose ha segnato una svolta grandissima… Ero un bozzolo e sono diventata farfalla. Il teatro mi ha aiutato ad uscire da una situazione di stallo che mi stava molto stretta. Incontrare il teatro potendolo vivere è un esperienza faticosissima ma che dona i suoi frutti e da dei risultati (Patty);
  • …la possibilità di agire altri Sé, avendoli scoperti o semplicemente accettati. Il teatro è la forza del gruppo che ti sostiene nel rappresentare parti di te che altrimenti rimarrebbero nascoste, è la gioia di condividere un’esperienza intensa e unica; è la vita allo specchio (Elena);
  • …la libertà di provare, dire e fare ciò che si desidera... è mettere in scena la vita quotidiana senza cadere nella banalità della vita stessa... è dire quello che si pensa senza doversene vergognare… è imparare a gestire le proprie emozioni per trasmetterle nel miglior modo possibile al pubblico!!! (Chiara);
  • …uno dei pochi luoghi in cui ci si mette completamente allo scoperto, si può esagerare senza essere mal interpretati, e si può liberare tutto ciò che normalmente è imbrigliato: voce, movimenti, sguardi, espressioni, emozioni, gesti (Lara);
  • …rappresentazione di vita ed emozioni basate su eventi immaginati, ma che vengono rappresentati e vissuti sul palco come veri";
    è agitazione interna, un modo per divertirmi e tirare fuori cose che normalmente non esporrei; è paura che si trasforma in energia, in gioia, in fibrillazione; è principalmente gruppo, interazione di emozioni ed esperienze che permettono di crescere; ed infine per me è stato anche un modo per superare molte paure ed impostazioni dovute al percorso di vita fatto (Emanuela).
  • ...LIBERTA'...è uno stato mentale, è un mondo che esula dalla quotidianità, che ti da la possibilità di esprimere ciò che la società odierna ti fa reprimere, dove puoi essere ciò che sei o ciò che ti senti di essere senza dare giustificazioni, senza timori...è una cosa che senti dentro, che ti fa stare bene, un raggio di serenità che addolcisce lo stress della vita di tutti i giorni...(Matteo);
  • … mettersi alla prova, denudarsi, sfidare se stessi, imparare ad usare il proprio corpo, scoprire una nuova fisicità. il teatro è vivere sempre nuove rinascite o riscoperte di aspetti di noi che non conoscevamo (Camilla);
  • …espressione in tutte le sue forme possibili (Francesco);
  • ... trasmissione (Vania);